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17/02/2015

Classificazione rifiuti: nuove regole dal 18 febbraio

Entrano in vigore in data 18 febbraio 2015 le nuove norme per classificare i rifiuti (previste dal riformulato allegato D alla Parte IV del D.lgs. 152/2006.

Le novità, introdotte dal D.L. 91/2014 direttamente dal Codice ambientale, riguardano le istruzioni per la corretta attribuzione dei codici europei ai rifiuti.

 

La disciplina di settore sarà poi interamente rinnovata dalla data del 1° giugno 2015 con l'entrata in vigore del nuovo Elenco europeo dei rifiuti previsto dalla decisione 955/2014/UE e dalla parallela operatività delle regole per la valutazione delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti recate dal regolamento 1357/2014/UE.

 

Ecco cosa cambia in concreto dal 18 febbraio:

  • la classificazione deve avvenire "in ogni caso prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione";
  • se un rifiuto è classificaro con codice Cer pericoloso "assoluto", esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. In tale caso le proprietà di pericolo del rifiuto, definite da H1 ad H15, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione;
  • se un rifiuto è classificato con codice Cer non pericoloso "assoluto", esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione;
  • se un rifiuto è classificato con codici Cer speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso), per stabilire se lo stesso è pericoloso o meno vanno determinate le proprietà di pericolo che lo stesso possiede.

Allo scopo sarà necessario:

  • individuare i composti presenti nel rifiuto (attraverso scheda informativa, conoscenza del processo chimico, campionamento e analisi;
  • determinare i pericoli connessi (attraverso normativa, fonti informative e scheda di sicurezza dei prodotti);
  • stabilire se le concentrazioni dei composti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo (mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione di test per verificare se il rifiuto ha determinate caratteristiche di pericolo).

In più:

  • se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo specifico (e non sono perciò noti i composti specifici che lo costituiscono), per individuare le caratteristiche di pericolo vanno presi a riferimento i "composti peggiori";
  • quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite dai commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.
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