Ecotest News http://www.ecotest.it News da Ecotest it Wed, 22 Mar 2017 00:00:00 +0100 ECOTEST si trasferisce Wed, 22 Mar 2017 00:00:00 +0100 Ecotest.it

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Emissioni in atmosfera: Obbligo di rinnovo decennale Fri, 02 Sep 2016 00:00:00 +0200 Ecotest.it

Le attività che si sono avvalse della possibilità di essere autorizzate mediante autorizzazioni a carattere generale in tutta la Regione Veneto devono presentare la richiesta di rinnovo delle stesse entro almeno 45 giorni prima della scadenza dei 10 anni dalla presentazione della prima domanda di autorizzazione.

Si precisa che la domanda di rinnovo va presentata anche se sono state presentate richieste di modifiche allo stabilimento in caso di modifiche sostanziali (es. inserimento di nuovo/i camino/i) e non sostanziali.

Solo nel caso di presentazione di domande di autorizzazione dovuto ad un cambio di ragione sociale il termine di scadenza decennale ha inizio dalla data di presentazione della nuova domanda.

A partire dal novembre del 2011 la Commissione Tecnica Provinciale per l’Ambiente di Padova ha previsto l’obbligo - per qualsiasi attività, sia essa autorizzata o meno come emissione diffusa - di convogliamento a camino (es. reimmissione negli ambienti di lavoro). Di conseguenza, le emissioni diffuse dichiarate nelle precedenti adesioni dovranno essere convogliate all’esterno dello stabilimento ad un punto di emissione (camino).

Le richieste di rinnovo andranno presentate esclusivamente:

  • tramite il SUAP competente per territorio;
  • con la modulistica reperibile sul sito internet ecologia.provincia.padova.it (link Guida ai servizi, opzione Emissioni in atmosfera, autorizzazione a carattere generale);
  • completa di allegati, compresa la copia (ove previsto) delle ultime analisi effettuate nei 2 o 5 anni precedenti.

I nostri uffici sono a disposizione per definire gli interventi in funzione delle vostre esigenze.

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Datori RSPP: Cambiano le Regole Tue, 08 Mar 2016 00:00:00 +0100 Ecotest.it

Con le nuove regole in vigore il Datore di lavoro non può più svolgere la Formazione per la Sicurezza ai propri collaboratori se prima non ha frequentato il corso di aggiornamento come Formatore, previsto proprio per i Datori di lavoro che svolgono anche la funzione di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della propria attività.

Pertanto le 2 possibilità previste dalla normativa per ogni attività sono le seguenti:

  1. Il datore di lavoro RSPP partecipa ad un corso di aggiornamento per Formatore della durata di 24 ore;
  2. Il datore di lavoro affida l'incarico di RSPP a soggetto terzo abilitato a svolgere anche la formazione.

Invitiamo pertanto tutti i datori di lavoro che svolgono anche la funzione di RSPP ad attivarsi per regolarizzare la propria posizione.

Al fine di agevolare le imprese rispetto agli obblighi previsti dal Testo Unico, i tecnici Ecotest possono assumere l’incarico di RSPP Esterno, garantendo il rispetto dei programmi annui di aggiornamento e formazione del personale.

Pertanto coloro i quali non hanno già provveduto ad affidarci tale incarico sono invitati a compilare il presente format per ricorrere ad un programma personalizzato di assistenza.

Vi invitiamo a non eludere la presente comunicazione considerata l'importanza di questi cambiamenti.

Ditta: _______________________________________________     

Referente: ___________________________________________     

Telefono: ____________________________________________     

Datore di Lavoro: _____________________________________      

Titolo di Studio: ______________________________________      

Corsi per la sicurezza effettuati:

o  Corso RSPP (durata in ore: ____________)

o  Aggiornamento RSPP (durata 6/10/14 ore: ____________)

o  Sono interessato al Corso di Formazione Formatori 

o  Sono interessato ad una proposta per incarico di RSPP Esterno

Inviare le presenti informazioni all'indirizzo info@ecotest.it per avere assistenza.

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Modificato il Piano di Tutela delle Acque Regionale Wed, 27 Jan 2016 00:00:00 +0100 Ecotest.it 5.00...]]>

Con DRGV n. 1534 del 3/11/2015 la Regione Veneto ha modificato il Piano di Tutela delle Acque.

Relativamente alle acque meteoriche il PTA stabilisce che, se un’impresa è compresa all’interno dell’Allegato F (segue) del medesimo PTA e presso tale azienda vi è la presenza di:

  • piazzali con depositi di materiali e/o rifiuti scoperti
  • piazzali e/o parcheggi >5.000 mq
  • piazzali a servizio di autofficine >2.000 mq
  • tetti e coperture con la presenza di camini

ENTRO il 29/02/2016 il titolare dovrà effettuare una valutazione sull’eventuale contaminazione di tali acque meteoriche di dilavamento. In base al risultato della valutazione, andrà eventualmente stabilito un piano di adeguamento al PTA.

L’obbligo non sussiste se l’impresa risulta già in possesso di regolare autorizzazione allo scarico delle acque dei piazzali esterni.

 

IMPIANTI IN ALLEGATO F - PTA

- Impianti di combustione con potenza termica di combustione di oltre 50 MW.
- Raffinerie di petrolio e di gas.
- Cokerie.
- Impianti di gassificazione e liquefazione del carbone.
- Impianti di produzione e trasformazione dei metalli

2.1. Arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i minerali solforati;

2.2. Produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 Mg all'ora.

2.3. Trasformazione di metalli ferrosi mediante:

a) attività di laminazione a caldo con una capacità superiore a 20 Mg di acciaio grezzo all'ora;
b) attività di forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 kJ per maglio e allorché la potenza calorifica è superiore a 20 MW;
c) applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacità di trattamento superiore a 2 Mg di acciaio grezzo all'ora.

2.4. Funzionamento di fonderie di metalli ferrosi con una capacità di produzione superiore a 20 Mg al giorno.

2.5. Lavorazione di metalli non ferrosi:

a) produzione di metalli grezzi non ferrosi da minerali, nonché concentrati o materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o elettrolitici;
b) fusione e lega di metalli non ferrosi, compresi i prodotti di recupero e funzionamento di fonderie di metalli non ferrosi, con una capacità di fusione superiore a 4 Mg al giorno per il piombo e il cadmio o a 20 Mg al giorno per tutti gli altri metalli.

2.6. Trattamento di superficie di metalli o materie plastiche mediante processi elettrolitici o chimici qualora le vasche destinate al trattamento utilizzate abbiano un volume superiore a 30 m³.

- Impianti di trattamento e rivestimento dei metalli.
- Impianti per la produzione di clinker (cemento) o di calce viva.
- Impianti per la produzione di amianto e la fabbricazione di pro-dotti dell’amianto.
- Impianti per la fabbricazione del vetro compresi quelli per la pro-duzione di fibre di vetro.
- Impianti per la fusione di sostanze minerali compresi quelli per la produzione di fibre minerali.
- Impianti per la fabbricazione di tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle.
- Industrie chimiche.
- Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti.
- Impianti di produzione di pneumatici.
- Depositi di rottami.
- Centri di raccolta dei veicoli fuori uso.
- Impianti per la concia e/o tintura delle pelli e del cuoio.
- Impianti destinati alla fabbricazione di pasta per carta, carta e cartoni.
- Impianti per il trattamento di fibre tessili: operazioni di imbianchimento, mercerizzazione, stampa, tintura e finissaggio.
- Macelli aventi una capacità di produzione di carcasse di oltre 50 tonnellate al giorno.
- Impianti per l’eliminazione o il recupero di carcasse e di residui di animali con una capacità di trattamento di oltre 10 tonnellate al giorno.
- Impianti per il trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti utilizzando solventi organici, in particolare per apprettare, stampare, spalmare, sgrassare, impermeabilizzare, incollare, verniciare, pulire o impregnare, con una capacità di consumo di solvente superiore a 150 kg all’ora o a 200 tonnellate all’anno.
- Impianti per la fabbricazione di carbonio (carbone duro) o grafite per uso elettrico.

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Sistema di Gestione della Sicurezza Gratis grazie a sgravi INAIL Wed, 09 Sep 2015 00:00:00 +0200 Ecotest.it

Adottare oggi un Sistema di Gestione della sicurezza per i lavoratori può essere gratuito grazie agli sconti che ogni ditta può ottenere dall'INAIL.

Infatti quest'anno nel nuovo modello da presentare ad INAIL entro il 29/2/2016 - Modello OT/24 - è previsto il raggiungimento del massimo punteggio per chi adotta un sistema di Gestione conforme alle ai criteri definiti dalle Linee Guida UNI INAIL ISPESL e Parti Sociali, o certificato BS OHSAS 18001.

Tale opportunità consente di fatto di ottenere importanti risultati in un sol colpo. E precisamente:

  • Ottenere riduzione da INAIL dei contributi da versare fino al 28%;
  • Adottare un sistema che garantisca in futuro il rispetto delle norme di prevenzione infortuni e tutte le scadenze collegate.

Ecotest ha sviluppato un sistema conforme ai criteri definiti dalle Linee Guida UNI INAIL ISPESL e Parti Sociali, che consente di raggiungere gli obiettivi previsti.

Riteniamo che questa sia una grossa opportunità per tutte le attività, considerato che, grazie allo sconto INAIL, le spese per l'implementazione personalizzata del Sistema di Gestione può essere a costo zero per la vostra azienda.

I nostri uffici sono a disposizione per definire interventi di miglioramento da attuare entro la fine dell'anno 2015, in vista della compilazione del Modulo di Domanda OT/24, da inviare entro la data di lunedì 29 febbraio 2016.

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Classificazione rifiuti: nuove regole dal 18 febbraio Tue, 17 Feb 2015 00:00:00 +0100 Ecotest.it

Entrano in vigore in data 18 febbraio 2015 le nuove norme per classificare i rifiuti (previste dal riformulato allegato D alla Parte IV del D.lgs. 152/2006.

Le novità, introdotte dal D.L. 91/2014 direttamente dal Codice ambientale, riguardano le istruzioni per la corretta attribuzione dei codici europei ai rifiuti.

 

La disciplina di settore sarà poi interamente rinnovata dalla data del 1° giugno 2015 con l'entrata in vigore del nuovo Elenco europeo dei rifiuti previsto dalla decisione 955/2014/UE e dalla parallela operatività delle regole per la valutazione delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti recate dal regolamento 1357/2014/UE.

 

Ecco cosa cambia in concreto dal 18 febbraio:

  • la classificazione deve avvenire "in ogni caso prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione";
  • se un rifiuto è classificaro con codice Cer pericoloso "assoluto", esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. In tale caso le proprietà di pericolo del rifiuto, definite da H1 ad H15, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione;
  • se un rifiuto è classificato con codice Cer non pericoloso "assoluto", esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione;
  • se un rifiuto è classificato con codici Cer speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso), per stabilire se lo stesso è pericoloso o meno vanno determinate le proprietà di pericolo che lo stesso possiede.

Allo scopo sarà necessario:

  • individuare i composti presenti nel rifiuto (attraverso scheda informativa, conoscenza del processo chimico, campionamento e analisi;
  • determinare i pericoli connessi (attraverso normativa, fonti informative e scheda di sicurezza dei prodotti);
  • stabilire se le concentrazioni dei composti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo (mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione di test per verificare se il rifiuto ha determinate caratteristiche di pericolo).

In più:

  • se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo specifico (e non sono perciò noti i composti specifici che lo costituiscono), per individuare le caratteristiche di pericolo vanno presi a riferimento i "composti peggiori";
  • quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite dai commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

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Nuovo Regolamento dell’Albo Gestori Ambientali Wed, 17 Sep 2014 00:00:00 +0200 Ecotest.it

 

Con il Decreto Ministeriale n. 120 del 3 Giugno 2014 viene approvato il nuovo Regolamento dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Con tale Decreto vengono introdotte alcune importanti novità.

 

NUOVE CATEGORIE DI ISCRIZIONE

(oltre a quelle esistenti)

Categoria 2 bis: produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti 30 kg o 30 litri al giorno (Questa categoria è oggi nota come semplificatissima, light o iscrizione art. 212 comma 8 D.lgs. 152/2006, di cui tanto si è detto nel corso degli anni a causa della scarsa regolamentazione e che quasi certamente continuerà a far parlare di sé).

Categoria 3 bis: distributori e installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), trasportatori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in nome dei distributori, installatori e gestori di centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature (questa categoria è ovviamente riservata ai soggetti individuati nel D.M 65 del 8 Marzo 2010, ricompreso e leggermente modificato nel D.lgs. n. 49 del 2014 che ha praticamente riscritto il sistema di gestione dei RAEE).

Categoria 6: imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti di cui all’articolo 196, comma 3 del D.lgs. 152/2006  (attualmente la categoria 6 è abrogata ed un tempo era riservata alla gestione di impianti. I soggetti ricompresi in questa categoria sono stati recentemente disciplinati con l’introduzione del D.lgs. 205/2010).

Categoria 7: operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione, gli scali merci e i porti ai quali, nell’ambito del trasporto intermodale, sono affidati rifiuti in attesa del-la presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o navale o dell’impresa che effettua il successivo trasporto (anche questa categoria un tempo riservata alla gestione di impianti mobili è ad oggi abrogata e verrà quindi rimpiazzata da questi nuovi soggetti di cui si è sentito sempre più parlare grazie all’introduzione del SISTRI).

 

NUOVO RESPONSABILE TECNICO

Compito del responsabile tecnico DOVRA’ essere quello di porre azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigente e di vigilare sulla corretta applicazione della stessa (questo è un aspetto di non poco conto e mette in evidenza la necessità e l’obbligo per l’impresa di coinvolgere attivamente il RT nella gestione dei rifiuti).

Il responsabile tecnico DOVRA’ svolgere la sua attività in maniera effettiva e continuativa ed è responsabile  dei compiti di cui al punto precedente.

L’idoneità del RT è attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante  verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento; è dispensato dalle verifiche il legale rappresentante dell’impresa che ricopre anche l’incarico di responsabile tecnico e che abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione secondo criteri stabiliti con deliberazione del Comitato nazionale.

Il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti alla data di entrata in vigore della disciplina (di cui scriviamo) può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio la  cui durata, comunque non superiore al quinquennio, è stabilita con deliberazione del Comitato nazionale. Detti soggetti sono obbligati all’aggiornamento quinquennale.

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Buone vacanze! Wed, 06 Aug 2014 00:00:00 +0200 Ecotest.it


I NOSTRI UFFICI RIMARRANNO CHIUSI DAL GIORNO 11 AL 22 AGOSTO 2014 COMPRESI

 


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SISTRI e software del dispositivo USB Wed, 09 Jul 2014 00:00:00 +0200 Ecotest.it

Un video pubblicato in data 7 luglio 2014 sul portale del nuovo sistema di controllo informatico dei rifiuti (www.sistri.it) mostra la procedura da seguire per ripristinare il software del dispositivo USB.

 

 

Il video si trova nella categoria “Procedure” della Sezione Utilità “Video Tutorial” del portale.

 

Per ulteriori informazioni: Ripristino Software Dispositivo USB

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Autofficine, Servizi bancari e Industrie Galvaniche: le novità nella vigilanza del 2014 di SPISAL e DTL di Padova Wed, 25 Jun 2014 00:00:00 +0200 Ecotest.it

 

Il Comitato Provinciale di Coordinamento (CPC) che coordina a livello provinciale le attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro - costituito da SPISAL, INAIL, Direzione Territoriale del Lavoro (DTL), ARPAV, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, INPS - in un documento ha definito la pianificazione della vigilanza per l’anno 2014.

 

Oltre a cantieri edilizi ed aziende agricole la novità riguarda i comparti di:

 

  • autofficine (già iniziato);
  • servizi bancari;
  • industrie galvaniche.

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